Impianti antifurto Forlì

Vuoi fare un impianto antintrusione? Occhio alle fregature!

La scelta e la progettazione di un impianto allarme intrusione dipendono da una molteplicità di variabili, che ladrovanno dalla tipologia di ambiente alle esigenze di sicurezza espresse dall’utente.

La vasta gamma di prodotti attualmente reperibili sul mercato, inoltre, complica ulteriormente il processo decisionale.

La molteplicità delle variabili in gioco, le richieste dei clienti sempre più fantasiose, la necessità di avere impianti poco invasivi, ma al tempo stesso presenti e vigili sui beni da proteggere, abbinate alla scarsa consapevolezza della normativa relativa agli impianti antintrusione, accrescono ancora di più le difficoltà nel muoversi in un settore consolidato, ma al tempo stesso poco conosciuto.

A tutto ciò vanno ad aggiungersi sempre e più frequenti richieste da parte di compagnie assicurative che esigono, giustamente, installazioni certificate secondo il criterio del grado di sicurezza e livello di prestazione dell’impianto antifurto come stabilito dalla norma CEI 79-3 (Sistemi di allarme: Prescrizioni particolari per gli impianti di allarme intrusione).

Potremmo scrivere centinaia di pagine sull’argomento. Proveremo ad essere coincisi, ma allo stesso tempo chiari. Questo non è un articolo tecnico e non abbiamo intenzione di stupirti con effetti speciali, nè paroloni tecnici. Vogliamo solo che, se decidi di installare un impianto antifurto, tu non ti faccia fregare come capitò a Pinocchio col Gatto e la Volpe.

 

Cerchiamo di fare chiarezza

Partiamo da un semplice presupposto: non esiste un’intrusione standard, un metodo di attacco comune, ripetitivo e medesimo al precedente. Non tutti i malintenzionati agiscono allo stesso modo. Il loro obiettivo comune è quello di intrufolarsi per arraffare beni di valore (e non), ma bisogna distinguere il modus operandi del malandrino.

C'è chi entra dalla porta, chi dalla finestra, chi spacca il vetro piuttosto che forzare ed aprire l’infisso. Ci sono ladri occasionali, i topi d'appartamento, i ladri acrobatici che si arrampicano per i pluviali e le bande specializzate.

 

 

Gli edifici inoltre non sono tutti uguali. Le abitazioni per esempio: alcune hanno le tapparelle, altre gli scuri, altre le inferriate.

Se c’è l’inferriata è poco utile installare esclusivamente un sensore che riconosca l’apertura della finestra, è senza dubbio più indicato installare un sensore inerziale (che rileva le vibrazioni) sull’inferriata stessa, così quando il malintenzionato tenta di forzarla o segarla, il sistema di allarme inizia a suonare. E suona mentre il malintenzionato è ancora al di fuori dell’abitazione.

Alcuni edifici sono collocati in mezzo al centro urbano, altri sono in periferia, altri in aperta campagna. Che senso ha, in una casa isolata, avere una sirena esterna? Certo, potrebbe intervenire e suonare, così da intimidire il ladro inesperto che forse, e sottolineiamo forse, potrebbe darsi alla fuga. Ma quando si ha a che fare con il ladro professionista che sa quando l’abitazione è sguarnita e che difficilmente si spaventa al suono di una sirena, occorrono ben altri dispositivi di allarme.

Vari locali, anche appartenenti ad appartamenti di uno stesso condominio, è plausibile siano internamente differenti. Potrebbe variare la posizione del salotto, rispetto alla cucina, oppure, anche nel caso fossero simili, potrebbe cambiare l’arredamento, con conseguenze tali da generare dei punti d’ombra, vanificando il volume di captazione dei rivelatori interni.

Ecco perché ogni installazione è differente dalle altre. La tua casa, il tuo negozio, il tuo stabilimento è simile, ma non identico a quello del vicino.

 

Un esempio?

Recentemente siamo stati contattati da un proprietario di un’attività artigianale situata in un piccolo capannone nella zona industriale di Forlì. Il capannone è una porzione di edificio in cui sono ubicate svariate attività artigianali. Il proprietario era scontento, non solo per il furto subito, ma perché nonostante i soldi investiti in un apparentemente efficace sistema antifurto, questo si è rivelato inefficiente. Il motivo? La cassaforte, ubicata nella zona uffici, protetta da rivelatori di movimento, era adiacente ad una parete meno spessa delle altre. La parete è stata sfondata, la cassaforte prelevata in blocco. E’ poi stata aperta tramite la benna di un escavatore dell’azienda agricola limitrofa, per poi essere lasciata abbandonata a sé stessa in mezzo al campo, piena solo di… aria.

Nessun allarme, nessuna segnalazione, nulla. Una installazione di questo tipo sarebbe stata adeguata e sicuramente all’avanguardia se tutte le pareti fossero state del medesimo spessore, ma non era questo il caso. L’esempio vuole far capire che kit premontati, progettazioni senza oculati sopralluoghi e mirata raccolta dati, sono quanto di più sbagliato si possa fare quando vuoi installare un impianto antintrusione. Purtroppo sul Web si trova di tutto, addirittura dei configuratori che consentono all’utente, ignaro ed inesperto, di scegliere in autonomia quali e quanti dispositivi installare, fornendo per l’appunto un kit premontato, a costi all’apparenza contenuti. Noi siamo convinti che spendere (relativamente) poco per avere un impianto drasticamente scadente, non sia una scelta oculata. E non pensare, in questo caso, di poterti riavvalere su chi ti ha venduto o installato l’impianto perché i componenti li hai scelti tu!

 

Come agisce il ladro

L’aggressore professionista si aggiorna, si avvale di complici, studia per giorni come attaccarvi e dove farlo, con quale metodologia e in che orario del giorno. E lo fa solo e soltanto studiando le tue strutture, le tue abitudini e quelle della tua famiglia o del tuo staff. Perché partire svantaggiati? Perché non difenderci con lo stesso criterio? In fondo, per catturare il nostro uomo, basta entrare nella sua mente, e ragionare come lui.

Secondo te, un ladro ha mai progettato e pianificato un furto con una pianta alla mano di un appartamento o di un negozio?

Be’, nel caso del furto della cassaforte citato prima, l’ha sicuramente fatto. Quindi non bisogna escludere nessuna ipotesi. Puoi limitarti a proteggerti dal ladro occasionale, dal migrante disperato che non trova lavoro e si dedica a furtarelli nelle bancarelle del mercato o nelle abitazioni. Oppure puoi proteggerti anche da ladri non improvvisati, installando un impianto maggiormente sicuro. Purtroppo la crisi economica ha fatto crescere a dismisura questa nuova professione del “predone” creando un boom di gente disonesta, pronta a derubare i tuoi beni che ti sono costati soldi e fatica.

Visto che non esiste un metodo di attacco comune, ripetitivo e uguale al precedente, non può esistere nemmeno un impianto antintrusione standard. Ogni edificio necessita di un proprio impianto ad hoc, realizzato esclusivamente sulla base di un accurato studio.

 

L'impianto deve essere idoneo alle tue esigenze!

Per questo motivo, ogni qual volta veniamo contattati per la progettazione di un impianto antifurto, prima di tutto procediamo ad analizzare e valutare il luogo, i beni, le strutture e gli edifici da proteggere, per poi progettare il più idoneo impianto per le tue esigenze. E l’unico modo per fare una corretta analisi è farla con un accurato sopralluogo.

Gli installatori che eseguono un impianto antintrusione spesso, malauguratamente, non conoscono appieno il settore. Molti di loro sono in buona fede, ma il crescente numero di furti ha generato una richiesta sempre maggiore di impianti antintrusione. L’installatore medio, che fino a ieri realizzava esclusivamente impianti elettrici, si è trovato ad installare impianti antintrusione (e videosorveglianza) senza averne adeguate basi. Tali impianti è bene siano affidati ad esperti del settore.

 

Spesso, invece, delegano tale onere al rivenditore di materiale, che chiaramente tende a piazzare il maggior numero di componenti e soprattutto non è detto sia un esperto di impianti antifurto.

Una volta abbiamo addirittura visto l’installazione di una tastiera di inserimento/disinserimento dell’allarme antintrusione posta nel vano scale del condominio. Nel vano scale del condominio?!!! Rabbrividiamo anche ora mentre lo scriviamo.

 

È facile rendersi conto che una tastiera, in cui occorre digitare un codice che può essere facilmente visto, non deve essere assolutamente installata in una zona comune come un vano scala condominiale!

Ecco perché se intendi realizzare un impianto antintrusione, e lo diciamo a costo di sembrare ripetitivi, è necessario un sopralluogo da parte di professionisti del settore.

Una volta effettuato tale il sopralluogo, presa visione dell’edificio da proteggere, una volta individuati i punti critici e sensibili, quelli di maggiore attrattività per il ladro, si procede con la determinazione del grado di sicurezza che si renderà necessario, a cui corrisponderà il livello di prestazione dell’impianto, come spiegheremo più avanti. Il professionista che incaricherai, dovrà svolgere una valutazione analizzando i dati raccolti, ascoltando le tue esperienze, i tuoi timori. Perché se sei convinto ad installare un impianto antifurto proprio come conseguenza dell’intrusione nell’abitazione del vicino, per il professionista che ti progetterà/installerà l'impianto, le tue paure, le tue impressioni, le tue descrizioni del modo in cui i ladri hanno commesso l’effrazione, i tuoi timori che possano fare altrettanto da te, sono un pregiato strumento di progettazione.

 

Analizzando la metodologia di attacco che ha colpito il tuo vicino si può facilmente prevenire che un evento analogo colpisca anche te. Si può capire e studiare come anticipare una effrazione simile, come evitarla, quali accorgimenti adottare e come realizzarli. E quando diciamo “anticipare un’effrazione” significa che l’impianto antintrusione, deve suonare prima che questa avvenga. Fantascienza? No, solo ineccepibile esperienza del settore. E se il ladro agisce in modo differente, nessuna paura: l’impianto antifurto sarà idoneo anche per altre tipologie di attacco.

 

Analizziamo ogni dettaglio

Ti starai chiedendo se l’analisi di ogni minimo elemento è effettivamente necessaria, se non si vada forse incontro ad inutili e fantomatiche congetture che poi non trovano riscontri in maggiori prestazioni dell’impianto antintrusione. E’ probabile sia solo una nostra fissazione, ma guarda caso il sopralluogo e la valutazione è espressamente richiesta anche dalla stessa normativa, la sconosciuta CEI 79-3.

E’ evidente che non siamo gli unici a pensare che le valutazioni preliminari svolgano un ruolo indispensabile. Il normatore ha espressamente indicato che siano fatte attente perizie e, soprattutto, ha ben pensato di definire le modalità e i parametri di tali valutazioni. Non stiamo inventando nulla, stiamo solo eseguendo quello che le norme di buona tecnica richiedono.

Un impianto a norma significa un impianto a regola d’arte, ovvero al riparo dal pericolo di furto. Ad esempio, l’analisi dei beni è di fondamentale importanza. Il furto in una gioielleria, in cui sono presenti beni facilmente trasportabili come orecchini, bracciali, collane, altri piccoli oggetti d’oro oppure di altri metalli pregiati, non può essere paragonato al furto in un negozio di elettrodomestici.

Lavatrici, frigoriferi, condizionatori, ecc. sono anch’essi beni che hanno un certo valore e che presentano un’ottima facilità di smercio, tuttavia sono ingombranti e pesanti. In quest’ultimo caso è palese che al ladro non sia sufficiente una piccola apertura di passaggio, come ad esempio la rottura del vetro di una finestra. Dovrà sicuramente aprire un varco più ampio, come una porta, per permettere il passaggio dell’elettrodomestico. E’ quindi evidente che le protezioni antintrusione che progetteremo per la gioielleria saranno ben diverse da quelle che progetteremo per il negozio di elettrodomestici.

 

E poi?

A questo punto allora come procediamo? Una volta raccolte tutte le informazioni necessarie a svolgere una progettazione oculata e prestante, qual è il passo successivo per realizzarla?

Di cruciale importanza sono i due seguenti termini, nati appunto nella normativa di riferimento dei sistemi antifurto: grado di sicurezza e livello di prestazione.

Iniziamo prima di tutto col definire e spiegare cosa significano queste due diciture contenute nella norma CEI 79-3. Conoscerle significa classificare l’impianto antintrusione e permettere di distinguere un’installazione modesta e probabilmente carente, da una raffinata ed estremamente efficiente.

 

I livelli di prestazione, vanno da un minimo di 1 (livello base) fino ad un massimo di 4 e, come dice la parola stessa, definiscono appunto le prestazioni del sistema antifurto. Scegliere il livello di prestazione significa determinare che tipo di installazione si vuole eseguire, con quale efficacia e sicurezza si vogliono proteggere ambienti e beni, con quali caratteristiche e contro che tipo di intrusi.

 

Nella norma sono descritti i seguenti livelli di prestazione:

- Livello 1 (rischio basso) – Si prevede intrusione di persone con conoscenza ed attrezzature “minime”;

- Livello 2 (rischio medio) - Si prevede intrusione di persone con conoscenza ed attrezzature “limitate”;

- Livello 3 (rischio medio alto) - Si prevede intrusione di persone pratiche di sistemi intrusione con gamma “completa” di attrezzature;

- Livello 4 (rischio alto) - Si prevede intrusione da persone con conoscenza “dettagliata” del sistema ed attrezzature anche “sostitutive” dei componenti vitali del sistema

 

 

Il livello di prestazione dell'impianto

La determinazione dei livelli di prestazione passano attraverso i gradi di sicurezza, i quali si articolano altresì su 4 valori, sempre da 1 a 4. Il grado di sicurezza definisce il livello di prestazione, ovvero, una volta individuato il valore del grado di sicurezza, ad esempio 2, il livello di prestazione dell’impianto antifurto dovrà raggiungere almeno il 2 o essere superiore.

Il grado di sicurezza deve essere individuato dal professionista che incaricherai. A seguito dei sopralluoghi, delle valutazioni, nonché dei dati e delle scelte, condividerà con te quale sia il grado di sicurezza più idoneo per il tuo caso.

Analisi sito → Individuazione grado di sicurezza → Scelta del livello di prestazione

La scelta del livello di prestazione sarà determinato:
- tramite progettazione dell’impianto

- successiva verifica del raggiungimento di tale livello, prima dell’installazione dell’impianto antintrusione.

La verifica sarà ripetuta anche dopo l’installazione dell’impianto.

A questo punto la domanda che ti starai facendo è: come si determinano questi gradi e livelli? A cosa vado incontro optando per un livello 1 piuttosto che ad un livello 4? Cosa succede se non raggiungo il livello di protezione minimo individuato?

 

Partiamo dall’ultimo punto.

Non raggiungere il livello di protezione minimo individuato per la tua specifica casistica significa non realizzare un impianto rispondente alle esigenze preventivamente determinate, ovvero realizzare un impianto non conforme e non rispondente alla normativa, pertanto meno sicuro. Per un ladro non improvvisato sarà un gioco da ragazzi entrare e fare razzia nella tua casa, nel tuo ufficio, nel tuo negozio, nel tuo stabilimento, ecc.

A tal proposito è bene ricordare che l’installazione di un sistema antintrusione comporta l’assunzione di una serie di responsabilità anche a carico dell’esecutore dell’impianto. Il sistema antintrusione che un domani, a seguito di un tentativo di effrazione, non risponde e non interviene nei modi e nei tempi richiesti dalla normativa può comportare, a seguito di una perizia, rivalse ai danni dell’installatore, richieste danni e risarcimenti, con le evidenti conseguenze del caso. Purtroppo ad oggi, troppo pochi installatori sanno quali siano i requisiti minimi del livello base.

Si trovano ad installare dispositivi su dispositivi, accompagnati da svariati accessori, con conseguente levitazione della spesa, ciò nonostante non riescono a raggiungere nemmeno il livello 1, proprio perché sbagliano le premesse. Nell’esempio della casa di campagna menzionato prima, è ovvio che l’installazione della sirena esterna di allarme non possa garantire il raggiungimento del livello minimo.

Nel caso foste fuori casa, se anche suonasse, chi la sentirebbe a parte il ladro?

In tal caso non deve mancare un sistema di trasmissione dell’allarme basato ad esempio su GSM (sistema che utilizza i servizi dei telefoni cellulari). L’effrazione o la tentata effrazione genereranno quindi delle chiamate ai telefoni cellulari da te scelti, piuttosto che l’invio di sms, piuttosto che un avviso alla vigilanza. Non scriviamo a caso “vigilanza”.

 

Avremmo potuto dire “ai carabinieri”, ma nel nostro sciagurato paese, un carabiniere che interviene in una proprietà privata a seguito di una chiamata di allarme, si trova di fronte a diverse difficoltà burocratiche nell’accedere ai locali. La vigilanza privata invece si fa meno scrupoli ed entra (se ovviamente nel contratto stipulato c’è la clausola relativa all’accesso ai locali).

 

Va tenuto in considerazione inoltre, che sempre più frequentemente le compagnie assicurative accettano di tutelare solo i clienti che installano impianti antintrusione certificati almeno secondo il livello base stabilito nella normativa (livello 1), proprio per tutelare la propria posizione. In caso di mancato rispetto dei requisiti normativi, alcune compagnie assicurative richiedono il pagamento di un premio più alto, ma soprattutto inseriscono le classiche clausole scritte in piccolo, spesso relative ad una franchigia maggiore. Provate a pensare ad un gioielliere: in caso di furto, facilmente si supera il valore di un milione di euro, con una franchigia che magari copre meno del 15%, sigh!

A questo punto, rispondiamo alla prima delle due domande poste in precedenza: come si determinano gradi e livelli di un impianto antintrusione?

La determinazione del grado di sicurezza, e di conseguenza del livello di prestazione dell’impianto, segue parametri e metodologie di analisi standard e ben definite.

ATTENZIONE: la determinazione del grado di sicurezza è standard, ma le valutazioni variano da caso a caso e sono diverse ed esclusive per ogni circostanza.

 

Fai le scelte giuste!

Il grado di sicurezza si determina esaminando correttamente edificio, beni, ambienti circostanti, esigenze particolari, ecc. Ad esempio, una tubazione dell’acqua non incassata nel muro, come capita di trovare spesso nei garage, potrebbe interferire con alcuni tipi di rivelatori volumetrici interni.

 

I rivelatori volumetrici sono dispositivi che rilevano la presenza di movimento. Ne esistono di svariate tecnologie, ciascuna con i propri pregi e i propri difetti.

Alcuni combinano più tecnologie all’interno dello stesso rivelatore, ma solo un tecnico esperto può determinare quale faccia al caso vostro ed assistervi nella corretta scelta. Non è quindi possibile decidere a priori quale rivelatore installare senza prima aver fatto un’accurata analisi dei locali, così come sconsigliamo la realizzazione dell’impianto antintrusione “a sentimento”, che potrebbe essere causa di falsi allarmi o, ancor peggio, di mancato allarme in caso di effrazione. Se lo scopo è spendere il meno possibile, sappiate che in diverse catene di supermercati oppure su internet si riescono a reperire i più disparati dispositivi antifurto la cui installazione potrebbe essere eseguita in autonomia dallo stesso proprietario.

 

E’ scontato che, in tal caso, la realizzazione del livello 1 (prestazioni base minime) sarebbe lontano anni luce, quindi nemmeno adatto alla protezione contro l’ingresso di persone con attrezzature e conoscenze minime che potrebbero eludere l’antifurto. Ogni impianto antintrusione esige indispensabilmente, a monte della realizzazione, di una valutazione.

Solamente a seguito di questa oculata e scrupolosa analisi riuscirai a determinare la reale vulnerabilità dell’edificio e dei beni in esso contenuti, senza correre il rischio di installare un impianto “a sentimento”. Ad una vulnerabilità maggiore corrisponderà un grado di sicurezza più elevato (a meno che non ci dichiari esplicitamente di voler realizzare un impianto con livello prestazionale inferiore a quello che servirebbe. a tuo rischio e pericolo!).

 

Proprio per questo motivo è fondamentale capire in maniera preventiva, e quindi prima di procedere con l’installazione dell’impianto allarme intrusione, quale sia il grado di sicurezza necessario. Proteggere una banca non può richiedere le stesse analisi e considerazioni che richiede proteggere un appartamento. Anche fra una filiale di banca ed un’altra, le valutazioni cambiano, a volte addirittura in modo radicale. Questo perché ogni sito fa storia a sè.

Proteggere la filiale della banca di Portico di Romagna con tre dipendenti in tutto, è ben diverso che proteggere la sede Unicredit centrale di Milano con tanto di casseforti e caveau in cui sono custoditi pregiati lingotti d’oro.

 

Considerazioni analoghe devono essere fatte, seppur in maniera meno eclatante ed evidente, per appartamenti ed edifici di costruzione e caratteristiche diverse, per posizionamento rispetto agli edifici circostanti (se dal balcone del vicino è facilmente raggiungibile l’appartamento da proteggere capirai che qualche accortezza in più servirà), per i beni in essi contenuti, per le particolari esigenze degli occupanti, per la presenza di animali domestici, ecc.

 

A proposito di animali domestici

Una volta un pensionato ci ha detto che non aveva potuto installare i rivelatori interni perché, quando andava a fare la spesa, lasciava il gatto in casa e gli avevano detto che questi avrebbero individuato l’animale, mandando l’impianto in allarme se lo avesse inserito.

 

Sorridiamo quando sentiamo questi racconti fantascientifici, ma allo stesso tempo ci troviamo in difficoltà nel dover raccontare al cliente che in realtà sono presenti sul mercato apposite tecnologie “pet immune”, ossia immuni al movimento dei nostri amati animali domestici, che possiamo tranquillamente lasciar scorrazzare in casa, senza il pericolo di falsi allarmi. Oppure se proprio vuoi, puoi sempre lasciare fuori il gatto :)

Ovviamente stiamo scherzando.

Giungiamo ora a rispondere all’ultima domanda.

 

Qual è il livello prestazionale idoneo per te

Installativamente e di conseguenza in termini di costi, cosa comporta un impianto antifurto di livello 1 anziché un livello 4? Ovviamente, un livello di prestazione alto va scelto solo se, a seguito dell’analisi del grado di sicurezza, vengono individuate particolari esigenze. Generalmente un livello maggiore comporta accorgimenti e costi maggiori. L’installazione generalizzata di livelli di prestazione alti comporta spesso un inutile spreco, oltretutto la complessità dell’impianto tendenzialmente aumenta con l’aumentare del livello e così anche la sua gestione si farà più difficile, addirittura instabile nonché causa probabile di allarmi intempestivi, qualora installato e programmato da personale non qualificato.

 

Per tale ragione è strettamente necessario valutare in maniera preventiva l’impianto da realizzare nel tuo specifico caso, assieme a te e sulla base delle tue esigenze. La valutazione va fatta ancor prima di progettarlo ed eseguirne la messa in opera.

 

Installare, ad esempio, un impianto antintrusione di livello 3 significa proteggere l’edificio e i beni in esso contenuti, con particolari requisiti prestazionali e con particolari ridondanze ed accortezze. Significa prevenire l’attacco di un malintenzionato esperto, che conosce i modi e i metodi per aggredire quell’edificio e che dispone di sofisticati mezzi per poterlo fare.

 

Ma perché voler realizzare, ad esempio, un livello 3? In genere questo livello si utilizza nelle filiali di banca, ad esclusione dei locali cassaforte e caveau in cui si opta per il livello 4. Nella maggior parte dei casi, quando si parla di civili abitazioni, lo sai che è già abbondante un livello 2? Il problema è invece spesso un altro: se ti affidi a personale non qualificato, probabilmente non riuscirai nemmeno ad ottenere il livello 1 che è il livello base di sicurezza.
Realizzare un determinato livello significa inoltre scegliere componenti conformi a quel tipo di installazione. Esatto, anche i componenti sono classificati con un livello.

 

Montare un rivelatore di livello 1 in un sistema di livello 3 significa declassare tutto l’impianto al pari del livello peggiore (inferiore) del dispositivo montato, ossia al livello 1. Ti troveresti quindi ad aver installato un enorme numero di apparecchi, come quelli richiesti per il livello 3, ma certificati di livello 1.

Sicuramente scegliendo apparecchiature di livello inferiore spenderesti meno nell’impianto antintrusione, ma a questo punto avresti potuto spendere ancora meno, a parità di prestazioni, installando il minor numero di apparecchi richiesti dal livello 1 anziché dal livello 3.
Proviamo a spiegarci meglio: installando apparecchi di livello 1, il tuo impianto antintrusione che volevi di livello 3, sarebbe comunque declassato al livello 1!

 

Vuoi risparmiare sull'installazione?

La norma CEI 79-3 individua e standardizza due metodi di progettazione di impianti antintrusione volti al raggiungimento del livello di prestazione richiesto e determinato da quella che si può chiamare analisi del rischio che ne stabilisce il grado di sicurezza.

 

Il primo metodo progettuale è quello definito come metodo tabellare. Si tratta, come dice la parola stessa, di seguire tabelle le quali riportano, per ogni livello di prestazione che si vuole perseguire, quale modo di protezione realizzare e la quantità minima di dispositivi necessari per raggiungere tale livello. Per un livello 1, ad esempio, basteranno meno apparecchi rispetto ad un livello 2. Si tratta di un metodo relativamente semplice, di agevole lettura, ma spesso meno efficiente rispetto all’altro metodo progettuale: il metodo matematico.

 

Il metodo matematico, molto più articolato e complicato rispetto al metodo tabellare, utilizza funzioni ed equazioni che consentono di raggiungere il livello di prestazione richiesto anche senza montare per forza dispositivi del corrispondente grado di sicurezza. Per essere chiari: prima abbiamo detto che installando dispositivi con un grado di sicurezza inferiore al livello di prestazione, quest’ultimo sarebbe declassato automaticamente. Utilizzando il metodo matematico, invece, questo inconveniente può essere evitato in quanto il livello matematico permette di eseguire un'analisi accuratamente precisa per le tue esigenze.

 

Gli installatori più abili applicano il metodo tabellare, quelli meno scaltri non applicano nemmeno quello, rendendo di fatto gli impianti poco sicuri e con prestazioni di sicurezza assai carenti. Esistono poi anche installatori seri e con grande esperienza del settore che, grazie alla loro professionalità, riescono ad ottimizzare i costi e le prestazioni degli impianti antintrusione.

 

Applicando il metodo tabellare è strettamente necessario utilizzare dispositivi del medesimo grado: ad un grado di sicurezza 2 devono corrispondere rivelatori, sirene, tastiere e quant’altro di livello 2. Il metodo matematico, invece, permette di efficientare la scelta dei componenti: non è indispensabile che ad un livello di prestazione 3 corrispondano tutti dispositivi di livello 3. Questo è perseguibile esclusivamente poiché le variabili introdotte permettono di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni dispositivo e di colmare le carenze degli altri, giungendo comunque al medesimo risultato.

 

Come spesso accade, tale metodo, permette risparmi sull’installazione. Un rivelatore di livello inferiore ha un prezzo inferiore rispetto ad un altro identico di livello maggiore. Una oculata ed efficace applicazione di tale metodo permette maggiori risparmi come pure maggiori funzionalità installative e prestazionali dell’impianto antifurto. Di fatti, per dirne una, la realizzazione di un impianto di livello 4 si può fare utilizzando componenti di livello 3.

 

Il professionista che interprelli deve effettuare l’analisi, determinare il grado di sicurezza che emerge dall’ambiente e dall’edificio da proteggere, progettare l’impianto allarme intrusione, applicare almeno il metodo tabellare oppure il metodo matematico e consentirti di risparmiare nell’installazione del sistema a fonte della massima sicurezza per te e per i tuoi cari.

 

Ottimizziamo i costi

Affidarsi a professionisti di consolidata esperienza permette non solo un’installazione efficiente, certificata e conforme a tutte le normative del settore antintrusione, ma soprattutto ti tutela, consentendo di definire al meglio il tuo impianto, che non sarà più solo un deterrente alle intrusioni, ma una garanzia contro le effrazioni.

L’esecuzione di un progetto non è un costo, ma un’ottimizzazione dell’impianto. Se sei giunto a leggere fino a qui avrai certamente compreso che solo sulla base di un’accurata analisi del sito e alla redazione di un valido progetto da parte di un tecnico specializzato potrai ricevere preventivi da più installatori, che saranno così equiparati sulla stessa base, scegliendo il prezzo migliore oppure, semplicemente chi ti sta più simpatico.

 

Così facendo avrai la certezza che il tuo impianto sia effettivamente sicuro e garanzia di un risparmio economico, differentemente da come avviene ora che ti trovi ad avere dei preventivi completamente diversi senza comprenderne il motivo e senza riconoscere quale sia effettivamente quello idoneo al tuo caso. Sempre che ce ne sia uno idoneo...

Se l’installatore riceve un progetto redatto da un tecnico, con tanto di computo da prezzare, farà un preventivo sicuramente più basso rispetto al caso in cui debba fare lo stesso impianto eseguendo anche il sopralluogo per studiare come eseguire il lavoro, vieppiù che molte richieste di preventivi corrispondono a molto tempo non remunerato che si accolla l’impresa installatrice, salvo quelle che si fanno pagare il rilascio del preventivo.

 

Per capirci: se fai fare 3 preventivi, ci saranno 3 aziende che, se sono aziende serie, perderanno tempo a studiare come realizzare l’impianto, ma solo una eseguirà il lavoro. Quel tempo speso non è regalato ma si aggiungerà alle spese generali d’azienda, che il preventivista deve considerare e spalmare su ciascun preventivo. Questo metodo genera inconsapevolmente dei prezzi più elevati per il consumatore.

Se hai un installatore di fiducia e sai che è uno davvero in gamba, invece fai bene ad avvalerti di lui perchè se è un vero professionista, potranno capitare 2 cose:

1) ti realizza un impianto ad hoc per le tue esigenze

2) ti dice che non si occupa del settore e ti consiglia di rivolgerti ad un tecnico

 

Ricordati che la progettazione equivale ad un risparmio in termini economici ed inoltre è il cuore dell’impianto, soprattutto quando l’impianto serve a garantire la sicurezza dei propri beni e di quella dei familiari.
Non ci si può affidare incondizionatamente ai consigli di amici o a personaggi non esperti del settore. Spesso queste persone agiscono in buona fede, magari per ignoranza nel campo dell’antifurto, elargendo consigli che vanno bene per il loro caso, ma non per il tuo. Come ci capita sistematicamente, visionando svariati impianti realizzati, ci accorgiamo che sono facilmente eludibili, a volte addirittura da malintenzionati non troppo ferrati.

 

Il passo del giaguaro

Ad esempio, un componente del nostro staff si è recato a casa di amici, marito e moglie sposati da qualche anno, per una cena, ma la deformazione professionale lo ha indotto istintivamente ad osservare l’impianto antintrusione.

L’impianto era realizzato da un installatore che probabilmente non era esperto del settore, oppure non aveva eseguito l’analisi preliminare limitandosi a “vendere” l’impianto.

Alla fine della cena, volendo dare un consiglio gradito, ha esposto le proprie perplessità sull’efficienza del loro impianto antintrusione. Di fatti ha spiegato come chiunque, con un minimo di esperienza, potesse intrufolarsi in casa loro.

All’esterno esiste un rivelatore di presenza che individua chi si avvicina alla porta o alla finestra.

 

La spiegazione del nostro tecnico fu questa: “se voi siete in ferie, e beati voi che riuscite ad andarci per svariate settimane, io posso avvicinarmi alla vostra porta e posizionare un telo che mi copra dal rivelatore. Il rivelatore mi vedrà e farà scattare l’allarme. Ma quante volte è scattato questo allarme per la presenza di un gatto, di un uccello o per qualsiasi altra causa?”

La risposta fu che gli scatti intempestivi del rivelatore esterno ovviamente capitavano e che se non si presentava un ulteriore allarme, come ad esempio l’apertura della finestra o un movimento interno all’abitazione intercettato dai volumetrici, i coniugi non davano importanza all’allarme e lo tacitavano dallo Smartphone.

La spiegazione continuò così: “Bene. Appena avete tacitato l’allarme, con un palanchino, forzo lo scuro. Poi, visto che la finestra è munita del sensore magnetico che rileverebbe l’apertura, non la apro ma spacco il vetro. Posso agire del tutto indisturbato in quanto, seppure sono ancora all’esterno, non sono captato dal rivelatore grazie al telo che ho interposto. Appena entro, mi trovo in cucina, nella quale non c’è alcun rivelatore. Il mio obbiettivo è raggiungere la stanza in cui presumo deteniate il maggior numero di beni da valore, o in cui presumo nascondiate il portafoglio. Oltre l’80% delle persone pare che detenga questi beni nella camera da letto. Io andrò lì, ma per farlo devo attraversare la sala, salire le scale, attraversare il corridoio ed entrare in camera.

L’unica stanza, fra quelle indicate, che è protetta da un rivelatore volumetrico è la sala. Provate ad inserire l’allarme e vi farò vedere che strisciando sul pavimento, passando dietro al divano, l’allarme non suonerà.” Così fu, difatti il volumetrico era orientato in modo tale che il divano creasse una zona d’ombra in cui si poteva transitare, seppur strisciando (per fortuna che avevano appena pulito il pavimento :-). Dimostrata la possibilità di raggiungere la camera, Alessio spiegò che a quel punto sarebbe stato sufficiente percorrere a ritroso il tragitto e, una volta giunto all’esterno con la refurtiva, l’impianto non avrebbe dato alcun allarme.

 

Da quella sera i due coniugi non dormirono più notti tranquille, finché non integrarono l’impianto antintrusione, seguendo ovviamente la progettazione che il nostro Studio ha eseguito, in quel caso gratuitamente, visto le notevoli notti insonni che gli amici avevano passato a causa della raccapricciante scoperta.

 

Affidati a un professionista del settore!

Prima di installare un impianto antifurto, non puoi fare altro che affidarti a persone qualificate, che garantiscano la completa sicurezza del tuo impianto. Senza un’accurata analisi preliminare e l’esecuzione di un progetto fatto appositamente per il tuo caso, mai potrai avere certezza di non ricevere delle visite inaspettate.

 

E tu? Vuoi che Arsenio Lupin entri indisturbato in casa tua?

 

 

 


 

Se sei un operatore del settore elettrico, visita il sito www.ilprofessionistaelettrico.it oppure chiedi la tua iscrizione al gruppo Facebook "Il Professionista Elettrico"

 

Se sei un installatore e desideri approfondire le norme sugli impianti d'allarme intrusione, clicca qui




Ultime notizie
Quando non so cosa fare, do fuoco alle cose Ahah :)   Scherzi a parte, ho voluto far[...]
Ho preparato un articolo che sarà distribuito ai condomìni nei dintorni. Ovviamente l’ho sin[...]
Spesso vedo post in cui si enfatizzano le prestazioni di un impianto o di un particolare pan[...]
Loading…