INTERRUTTORE DIFFERENZIALE E IMPIANTO DI TERRA NEI CONDOMINI

18 Maggio 2017

Ho preparato un articolo che sarà distribuito ai condomìni nei dintorni. Ovviamente l’ho sintetizzato rispetto a questo, così la signora Maria non rischia di andare in catalessi e che gli venga la bolla al naso mentre lo legge. Ahah, speriamo di no 😃

 

Il caporedattore del giornale mi chiedeva di dare informazioni generiche alla seguente domanda:

 

Gli impianti di messa a terra dei condomìni sono soggetti a verifica periodica?

La risposta è affermativa infatti, anche se non sono presenti lavoratori dipendenti diretti, come il portiere, o attività professionali/commerciali, è necessario proteggere comunque l’incolumità di coloro che potrebbero effettuare lavori di vario tipo all’interno dell’edificio (lavori di manutenzione ordinaria, pulizie delle aree comuni, ecc.).

Senza l’impianto di messa a terra diventa molto difficile garantire la protezione delle persone.

Ecco perché è importante capire cosa si intende per impianto di terra e come si dipana.

 

Partiamo dall’elemento più semplice, ma anche quello più importante: il dispersore.

Il dispersore è generalmente composto da un picchetto infisso nel terreno, ma può essere realizzato anche in altri modi: basta inserire un idoneo corpo metallico sotto terra (ad esempio una corda nuda di rame di adeguata sezione).

Il tipo di dispersore va scelto in base a tanti parametri, tra cui il tipo di terreno. Nella nostra zona (nel forlivese) in genere, se non lo piantiamo in un terreno roccioso o pieno di sassi, è sufficiente il classico paletto piantato nel terreno per circa un metro e mezzo.

Un tecnico o lo stesso installatore, al termine dell’installazione, per capire se l’impianto di terra è efficiente, farà una prova con un apposito strumento. Nel caso in cui l’impianto realizzato non sia idoneo, potrà ad esempio infiggere nel terreno, ad adeguata distanza, un ulteriore picchetto intercollegandolo con il precedente.

Quando invece si tratta di impianti esistenti, nel caso di verifica negativa dell’impianto di terra, è auspicabile che vengano effettuati altri tipi di interventi prima di mettersi a piantare ulteriori pali nel giardino, come se non ci fosse un domani. Ad esempio l’utilizzo di uno spray antiossidante sul punto di connessione del conduttore collegato al dispersore con successiva applicazione di grasso di vasellina.

 

 

Il conduttore sopra descritto è realizzato in genere con un cavo di colore giallo verde che serve a portare la “messa a terra” all’interno dell’edificio e che sarà distribuita sia nelle parti comuni condominiali, sia all’interno dei singoli alloggi.

Piantare il fittone e basta, senza collegarci un cavo, non è sufficiente: oggi la corrente elettrica fluisce ancora attraverso dei cavi. Un domani chissà, forse potrà essere trasmessa come i segnali radio o TV. Sembra una stupidata ma mi è capitato di vedere anche questo: il fittone bello e benfatto, piantato nel terreno, senza alcun cavo ad esso collegato.

 

In un altro caso mi è capitato di vedere tale cavo tranciato dai muratori che avevano rifatto il marciapiede, senza preoccuparsi minimamente di ripristinarlo o di far presente la situazione. Se ci fosse scappato il morto, ci saremmo trovati alla stregua di un omicidio preterintenzionale…

Purtroppo l’impianto elettrico, anche senza il cavo di messa a terra, funziona ugualmente (salvo alcuni dispositivi che devono avere un punto a massa, ovvero a potenziale zero come quello del terreno).

L’impianto di terra da solo però non riesce a garantire la sicurezza delle persone dalla

folgorazione: serve anche un dispositivo di protezione chiamato “interruttore differenziale”, più comunemente conosciuto come “salvavita”.

E se l’hanno chiamato “salvavita”, forse un motivo ci sarà…

Per realizzare un impianto secondo la norma, occorre che l’impianto di terra nei condomìni sia unico e che comprenda anche i collegamenti delle tubazioni metalliche che dall’esterno entrano nel condominio (ad esempio, tubi di acqua potabile, del gas, eventuale teleriscaldamento, ecc.).

Vediamo ora quali sono i componenti della tua abitazione che possono generare un pericolo per l’incolumità, e come l’installazione di un adeguato impianto di terra e dell’interruttore differenziale possa salvarti la vita.

- Le tubazioni metalliche che entrano nell’edificio: essendo conduttrici, possono introdurre una tensione all’interno. Devono quindi essere messe a terra. Attraverso un opportuno collegamento di queste parti metalliche all’impianto di terra, chiamato collegamento equipotenziale, si elimina l’eventuale differenza di potenziale (tensione) e pertanto si elimina il pericolo.

- Le “masse” degli apparecchi, ovvero le carcasse metalliche di apparecchi elettrici, ad esempio la lavatrice. In caso di guasto dell’isolamento elettrico delle parti elettriche interne alla lavatrice, la carcassa metallica andrà in tensione. Per tale motivo è importante appurarsi che vi sia l’impianto di terra, prima di fare l’amore con la fidanzata o la moglie sopra la lavatrice mentre centrifuga… 😊

La protezione contro la folgorazione, in questo caso, si ottiene con il coordinamento di due elementi: l’interruttore differenziale e l’impianto di terra.

Per capirci: finché tutto funziona bene non c’è da preoccuparsi, ma quando c’è un guasto elettrico, ecco che potrebbero esserci delle conseguenze non proprio simpatiche. Poi c’è anche chi sostiene che la scossa elettrica faccia bene ai reumatismi, ma posso garantirti che è più probabile comporti gravi controindicazioni…

Il compito dell’interruttore differenziale è di sentire se c’è una corrente di guasto verso terra. Ti posso assicurare che sia molto bravo nel farlo. Ovviamente questo è vero nel momento in cui il differenziale funziona correttamente.

Rilevata la corrente di guasto verso terra, l’interruttore differenziale provoca l’immediata interruzione dell’alimentazione di quel circuito. Non essendoci più tensione, non potrà nemmeno esserci più il passaggio di corrente.

Questo ovviamente comporta la disalimentazione del circuito elettrico che quindi non potrà essere utilizzato se non viene eliminato il guasto oppure se non viene disconnesso dall’impianto elettrico l’elettrodomestico difettoso (ad es. staccando la spina alla lavatrice che si è guastata).

 

 

La vecchia legge 46/90, sostituita dal D.M. 37/08, prevedeva, tra l’altro, l’installazione dell’interruttore differenziale per tutti gli impianti, anche per quelli costruiti prima dell’entrata in vigore della suddetta legge. Quindi al giorno d’oggi, dopo ben 27 anni, non è ammissibile che un impianto elettrico sia sprovvisto di questo apparecchio, fondamentale per la nostra salvaguardia.

 

E’ necessario che tutti gli impianti elettrici, non solo quelli condominiali, ma anche quelli all’interno delle singole unità abitative, siano provvisti di questo dispositivo e soprattutto che venga periodicamente provato. La prova, oltre ad essere eseguita con il classico pulsante di test posto sull’interruttore, è bene sia fatta anche con un apposito strumento a cura del tuo tecnico di fiducia o del tuo installatore di fiducia.

In caso contrario l’impianto di terra, da solo, non garantirà la protezione delle persone dal pericolo di folgorazione.

 

Il condomine senza interruttore differenziale, o con interruttore differenziale non funzionante, costituisce un pericolo per tutto il condominio, ed è fuori legge.

Ti starai chiedendo il perché di questa affermazione. Molto semplice: se in casa del tuo vicino non c’è il differenziale e per qualche motivo un suo elettrodomestico si guasta, tale guasto continuerà a persistere (non essendoci l’interruttore, non ci sarà disalimentazione della linea che alimenta l’elettrodomestico guasto).

Siccome l’impianto di terra è unico per il condominio, a casa tua si ripercuoterà il guasto e tutte le carcasse metalliche dei tuoi elettrodomestici andranno in tensione.

Tu che sei stato bravo, preciso e corretto, hai installato sul tuo impianto un interruttore differenziale. Sai cosa fa il tuo differenziale in questo caso? Un bel niente. Non interviene, perché il guasto proviene dall’impianto del tuo vicino.

Guarda la figura sopra: se il condomine A non ha il differenziale, le masse degli apparecchi del condomine B andranno in tensione. Ma il differenziale del condomine B non interverrà in quanto non sentirà il guasto! La corrente di guasto è rappresentata in figura con una linea rossa tratteggiata.

 

Quando perciò andrai a trombare sulla lavatrice con la morosa, la compagna, la moglie, l’amante, o con chi ti pare, ti beccherai una bella scossa per colpa del vicino che non ha il differenziale. In questo caso, ti auguro che almeno ti stessi trombando proprio la moglie di quel vicino che non ha il differenziale. Così, giusto per ripicca 😊

 

Poi c’è anche caso che ti vada bene e non ci rimaniate secchi sul colpo e che la scossa vi faccia passare i dolori da reumatismi come qualcuno sostiene…

Scherzi a parte, l’amministratore deve accertarsi che l’impianto di terra condominiale sia conforme alle prescrizioni di legge. L’accertamento di tale conformità deve essere demandata ai tecnici specializzati iscritti agli Albi Professionali (progettisti) o iscritti alla Camera di Commercio (installatori elettrici).

Inoltre l’amministratore deve, pur non avendo la facoltà di intervenire direttamente sulle parti private, sollecitare i proprietari ad adeguare gli impianti delle singole abitazioni alle norme di sicurezza, anche con un invito semplicemente formale che sarà messo a verbale alla prima assemblea condominiale (senza che nessuno si prenda a botte).

Per l’impianto condominiale, il semplice funzionamento non è di per sé indice di sicurezza, in quanto può nascondere difetti e insidie che si possono evidenziare solo con opportuni controlli.

In genere, gli impianti molto vecchi (quelli del dopoguerra) non possono essere migliorati in modo da non costituire più una potenziale fonte di pericolo e conviene rifarli. Quelli realizzati in periodi più recenti possono invece, con le verifiche e gli opportuni interventi manutentivi, garantire i necessari livelli di sicurezza. Per questo, vanno fatti esaminare da un esperto progettista o installatore che giudicherà se, e in che termini, debbano essere eventualmente adeguati.

E’ sufficiente installare un interruttore differenziale in un impianto realizzato precedentemente al 1990?

 

Secondo il DM 37/08, all'articolo 6 comma 3, non è sufficiente infatti il decreto recita:

Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all'origine dell'impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Ciò significa che oltre all’interruttore differenziale, bisogna che sia installato l’interruttore magnetotermico (o il fusibile) all’origine dell’impianto. E non solo! Devono essere prese tutte le precauzioni dalla protezione contro i contatti diretti, ovvero che gli impianti siano, tra l’altro, racchiusi in appositi involucri con adeguato grado di protezione.

La verifica periodica dell’impianto elettrico e dell’impianto di terra non va vista come un costo, ma come un investimento sulla propria sicurezza e quella degli altri condomini.

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